The Big Brand Button | Francesco Agostinis

Sviluppare un brand per soddisfare i clienti: intervista a Francesco Agostinis

In questa puntata del podcast The Big Brand Button, Francesco Agostinis ci parla di performance marketing e di quanto sia importante gestire un brand, sia che si parli di una PMI, di una start up o di una Grande Impresa. Difatti, sviluppare un brand per soddisfare i clienti è la grande sfida delle aziende, solo così potranno fare performance marketing in modo efficace, affidandosi a un professionista come Francesco (e il team di Loop SRL).

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Chi è Francesco Agostinis 

Francesco è un vero addetto ai lavori che si occupa di advertising e di performance marketing nell’agenzia da lui fondata, Loop SRL, che lavora con clienti italiani dal respiro internazionale. Giusto per fare qualche nome, si parla di Alessi e di Luisa Via Roma.

Dopo la laurea in Management, Francesco inizia subito a mettere le mani in pasta nel mondo della pubblicità entrando in una grande agenzia pubblicitaria come “consulente-venditore”. È a partire da lì che comincia a fare advertising su Meta: sperimenta, studia, mette in pratica le strategie di performance marketing e si aggiorna di continuo, continuando a studiare.

Non tiene questa spinta alla conoscenza continua per sé: inizia un lungo percorso – che continua ancora oggi – di divulgazione in ambito marketing, advertising e gestione di business. Francesco decide di condividere il know-how e l’esperienza maturata in oltre 10 anni di lavoro e lo racconta nei social, spiegando ciò che accade nelle Grandi Imprese. 

La sua opera di divulgazione non è teorica, ma è frutto di una persona autorevole che si rapporta tutti i giorni con responsabili marketing e imprenditori che vogliono sviluppare il proprio brand. Facendolo per davvero.

I segreti dei brand di successo

Francesco e la sua società vedono che i brand di successo – quelli che sono riconosciuti perfettamente dai clienti e soddisfano benissimo le loro esigenze e desideri – sono accomunati da alcune caratteristiche. 

Sono sempre guidati da persone brillanti che hanno validato il livello di business della propria impresa e hanno già compreso che è necessario investire in marketing. Un’altra caratteristica fondamentale è l’avere costruito un posizionamento di marca ben delineato nella mente dei propri clienti: queste imprese non parlano solo di “prodotto in quanto tale”, ma di una percezione che matura nella mente delle persone.

In sunto, un’azienda che vuole crescere davvero e che corrisponde alle caratteristiche scritte sopra ha alte probabilità di avere successo. Di conseguenza, il suo fondatore non vorrà semplicemente incrementare il fatturato, vedendolo come un semplice indicatore numerico, ma coglierà le opportunità positive e continuerà a far leva sui giusti messaggi da dire al pubblico, con costanza e coerenza.

Per sviluppare un brand si deve lavorare sui bisogni

Francesco parte dall’esperienza in agenzia: i suoi clienti contattano Loop SRL esprimendo una necessità espressa, ossia quella di crescere e migliorare le performance delle proprie campagne di advertising. Spesso accade che gli imprenditori, anche dopo una semplice chiacchierata con il suo team, si accorgono che ci sono dei bisogni nascosti che loro stessi ignoravano ed è qui che nasce una nuova consapevolezza.

Andando oltre il caso dell’agenzia, per palesare i desideri e le necessità dei clienti serve intraprendere un’azione profondissima: bisogna ascoltare. Una delle pillole che Francesco dice molto spesso alle imprese  è: “I tuoi clienti sanno molte più cose sul tuo prodotto rispetto a te che hai creato quel prodotto”.

La lezione è presto detta: è fondamentale studiare il cliente ed essere curiosi per sapere dov’è oggi il cliente e cosa fa, cosa faceva nel passato e se potrebbe essere recettivo a certe scelte di marketing oppure no. Una volta realizzato questo ascolto, con i dati alla mano, si può lavorare sulla parte strategica e poi su quella operativa.

È qui che vive il performance marketing che non è la semplice azione di comprare uno spazio pubblicitario per vendere un prodotto. È far notare il valore del brand a più persone possibili – l’importante è che siano in target – e consolidare quel brand nella loro mente, affinché sia riconosciuto e degno di fiducia. Il performance marketing permette di far capire il valore aggiunto che ha quel brand, non puntando a vendere solo un semplice prodotto.

Si può sempre far leva sul brand?

Francesco a questo tema dà una risposta forte: non sempre si può lavorare sul brand.

Nel momento in cui siamo di fronte a un’azienda che fa un prodotto uguale ai concorrenti, identico a mille altri, il lavoro da fare a livello di branding è davvero complesso, un’impresa quasi titanica. Di fatto, non c’è nulla di distintivo, c’è solo un prodotto uguale a tantissimi altri che è diventato, in sostanza, una commodity. Se poi siamo arrivati da poco in un mercato che ha già il numero 1 e il numero 2… diventa difficilissimo imporsi a un pubblico.

Per questo motivo è fondamentale oggi – per le PMI, le start-up e le Grandi Imprese – costruire una percezione nella mente delle persone (ossia un brand) che deve avere un fattore differenziante, con una visione importante, con una Unique Selling Proposition definita.

Cos’è il brand secondo Francesco Agostinis

È l’idea che sta nella mente delle persone, una leva per dare autorevolezza e una soluzione a un problema. E per fare grandi numeri bisogna ascoltare i clienti, in primis, dimenticandosi del proprio prodotto in quanto mero oggetto. È importante mettere in luce le esigenze che quel prodotto soddisfa nella mente delle persone, lavorando affinché queste ultime ricordino che tale brand ha risolto un loro problema.

Il brand, secondo Francesco Agostinis, è il più grande facilitatore per un’azienda per convertire i potenziali clienti. Esistono ancora oggi aziende senza brand – come i terzisti, nonostante anche lì ci sia una parvenza di brand – ma per loro è molto più difficile fare comunicazione, marketing e advertising senza questo asset fondamentale.  

Un’azienda deve sempre ricordarsi di essere brand, non per sé stessa, ma nei confronti le persone e i suoi clienti, con esigenze specifiche che possono mutare nel tempo. 


L’Opinione del Brand Master

Mi sono divertito a intervistare Francesco, per il motivo che lui stesso ha dichiarato alla fine della chiacchierata: lui si diverte. È una persona arguta e immediata, non gira troppo attorno alle cose, ci si butta dentro con determinazione e questo mi è piaciuto.

C’è tanto da imparare nelle sue parole, perché con grande trasparenza ha messo a disposizione la sua grande esperienza e soprattutto il mindset che gli ha permesso di arrivare a grandi risultati.
Ha imparato nel tempo cos’è un brand e quanta differenza fa il concetto di fiducia associata al brand.

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