The Big Brand Button | Pasquale Acampora

Entusiasmo e persone al centro: intervista a Pasquale Acampora

Pasquale Acampora, detto Pacci, è il fondatore di Blackship, azienda che supporta le organizzazioni nel superamento di sfide e nel raggiungimento di obiettivi in un modo fuori dall’ordinario: influenzando le persone e i processi di vendita, prima di tutto. 

Pasquale, ingegnere con esperienza in consulenza e turismo di lusso, ora si dedica alla divulgazione e allo sviluppo di strumenti per migliorare le prestazioni individuali e di squadra. La sua motivazione è guidata dalla passione e dal desiderio di soddisfare i bisogni dei clienti e attraverso Blackship mira a offrire valori etici e sostenibili.

Segui il podcast su Spotify oppure su YouTube.

Chi è Pasquale Acampora

Pasquale è divulgatore, ma soprattutto fondatore e amministratore di Blackship, un’azienda che supporta le organizzazioni a superare le sfide e a raggiungere i loro obiettivi grazie alle persone che le compongono, influenzandone gli atteggiamenti e i processi di vendita

Pasquale si occupa di condividere strumenti e metodologie per fare in modo che all’interno delle organizzazioni le persone lavorino meglio insieme, sviluppando leadership e capacità di lavorare in squadra. Ma non solo, perché si occupa anche, e soprattutto, dello sviluppo di strumenti per rendere più efficaci i processi di vendita, aiutando le aziende a vendere meglio i prodotti che meritano di essere venduti, affinché i clienti ne possano beneficiare, apportando maggiori benefici a entrambe le parti. 

E infine, nel poco tempo che gli rimane, eroga servizi di allenamento mentale per gli sportivi, lavorando con atleti, allenatori e squadre di livello internazionale.

Dalla testa alla pancia, ma senza perdere la testa

Pasquale è un ingegnere meccanico con indirizzo gestionale, che subito dopo la laurea ha messo piede nel mondo della consulenza strategica, di cui si è occupato per tre anni.

Successivamente, a 27 anni, con quattro amici ha creato una piccola multinazionale che opera nell’ambito del turismo di lusso, un’avventura che Pasquale stesso definisce meravigliosa, ma che poi si è conclusa in vista dell’apertura di un nuovo e affascinante capitolo della sua vita.

Un capitolo che ha a che vedere con la sua passione per la performance, per il miglioramento delle prestazioni e per il funzionamento del cervello umano e che lo porta a dar vita alla sua ultima (per ora) avventura professionale: Blackship.

Pasquale, dunque, passa dall’essere una persona appassionata dei numeri (essendo ingegnere), ad una appassionata anche di pance. Testa e pancia. Due approcci che in lui convivono nel quotidiano. 

Motivazione: il carburante della professione

Ma perché pancia? Pacci dichiara con entusiasmo che ciò che lo affascina di più del suo lavoro è la capacità di “toccare la pancia delle persone”.

Sono proprio queste ultime a essere la chiave fondamentale della sua motivazione, una motivazione talmente forte che a lui sembra di non lavorare nessun giorno della sua vita, perché ciò di cui si occupa è anche il suo hobby

Le sue motivazioni più grandi sono due: innanzitutto il suo lavoro lo appassiona, ha sempre fame di scoprire come stare meglio, prima di performare meglio; e poi, è entusiasta di essere circondato da un gruppo di persone con cui passa la vita, non con cui lavora e basta.

Il sottile confine tra bisogni espressi e latenti

Le aziende, i liberi professionisti e coloro che si rivolgono alla squadra di Blackship hanno senz’altro dei bisogni espressi, ma dietro a questi ultimi si celano anche dei bisogni latenti.

Spesso, infatti, capita che i clienti incontrino Blackship grazie alle sue metodologie e ai suoi corsi di di coaching e di formazione sulla vendita, ma che rimangano insieme a Pasquale e al suo team per la loro filosofia, trasformando in questo modo il rapporto che li lega da professionale a personale.

A proposito di questo, il nostro ospite riassume il bisogno latente con un concetto efficace: “persone al cubo”, in effetti lui lavora con le persone di Blackship per migliorare la qualità della vita delle persone con cui ha a che fare, le quali a loro volta  miglioreranno la vita delle persone con cui entrano in contatto.

Ma perché le persone scelgono Blackship? Soprattutto per i risultati ottenuti dai suoi clienti.

Negli ultimi cinque anni, infatti, le aziende clienti di Blackship hanno registrato incrementi di fatturato medi annui pari a 151 volte l’investimento fatto in formazione

Le persone, dunque, spinte dal desiderio di ottenere degli strumenti che producano risultati, si rivolgono a Pasquale e al suo team. Ma le metodologie da loro insegnate funzionano meglio se si appoggiano su una filosofia.    

In questo senso, le persone amano comprare e vendere un prodotto o un servizio che abbia dietro una pancia (a prescindere che esso sia stato realizzato da una macchina o meno) e che sia legato a un comportamento etico e sostenibile.  Azioni etiche e sostenibili, poi, creano reputazioni forti e tutti necessitano di confrontarsi con un gruppo di persone che a monte di ciò che fa ha la necessità di compiere azioni che siano utili e che abbiano un impatto positivo sul mondo.

Il brand secondo Pasquale Acampora

Il brand deve essere non tanto e non solo un connotato di un prodotto o un servizio, ma deve essere una garanzia di valori che quel prodotto porta con sé.

Il ruolo di amministratore delegato ricoperto da Pasquale non consiste esclusivamente nel preoccuparsi del conto economico, ma prevede soprattutto di essere il garante dei valori di Blackship. 

Il brand dovrebbe essere qualcosa che richiama alla mente i valori dell’azienda, prima ancora che lo faccia il suo prodotto ed è uno degli asset fondamentali che crea la reputazione di un’azienda. Quest’ultima è legata alle aspettative del pubblico nei confronti del brand e spetta a noi esseri umani attendere e superare queste aspettative, attraverso azioni che rinforzano la reputazione del brand. 
Blackship rappresenta la nave nera dei pirati e rispecchia la volontà di fare qualcosa di diverso, di avere un pensiero da pirata, cioè non convenzionale e fuori dagli schemi. Il logo, inoltre, raffigura una pecora nera, che non solo si pronuncia in maniera molto molto simile al nome del brand, ma soprattutto simboleggia la sua volontà di differenziarsi e permette a Pasquale e al suo team di gridare la loro diversità.


L’Opinione del Brand Master

La forza d’animo e l’intensità con cui Pasquale ha risposto alle mie domande sono state una vera e propria fonte di ispirazione. Si nota all’istante che crede profondamente in ciò che fa e che l’impatto delle sue iniziative è misurabile.

Un concetto che mi sono portato a casa da questa intervista è “fuori dall’ordinario”, termine che va oltre il concetto di straordinario. “Fuori dall’ordinario”, infatti, ha a che vedere con la capacità di giocare fuori da certi schemi, di mettere in atto un pensiero, un approccio laterale o un angolo di attacco diverso che è più originale o particolare e che rende interessante e appetibile l’offerta agli occhi del pubblico.  La passione che Pasquale mette nel suo lavoro quotidianamente è notevole e sono sicuro sia d’ispirazione per il suo team e per chi lo circonda. Il suo entusiasmo è contagioso e penso che anche la sua abilità di trasmetterlo con successo sia veramente lodevole.


Ti è piaciuta questa puntata? Segui anche le prossime.
Iscriviti al podcast su Spotify o su YouTube.


Pensi ci sia qualcuno di interessante a cui dedicare un episodio del podcast The Big Brand Button?
Compila la scheda di partecipazione nel nostro sito! 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *